Home Blog

A Castro dei Volsci (FR)

Castro dei Volsci sul colle Medaglia d’argento al merito civile «Piccolo Comune del frusinate, posto sulla linea Gustav, fu oggetto di feroci rastrellamenti da parte delle truppe naziste e di devastanti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la distruzione della metà del patrimonio abitativo. La popolazione fu costretta ad abbandonare i propri beni e a trovare rifugio in montagna, tra stenti e sofferenze. Con l’arrivo degli alleati il paese dovette registrare poi alcuni atti di efferata violenza su concittadine da parte delle truppe marocchine. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.» – Castro dei Volsci (FR), 1943 – 1945. Un luogo sospeso. Mi colpisce il silenzio dei vicoli e la bellezza delle pietre delle case. Il camminamento tipico dei paese del territorio e cioè mattoncini in verticale al centro e pietra ai lati. Fiori alle finestre ben curati a testimonianza della vita all’interno delle case. Scopro che Nino Manfredi è nato in questo borgo. Le poche persone, per di più donne, che incontro salutano con rispetto e questo fa piacere. Una signora da da mangiare ai vari gatti che girano incontrastati ovunque. Viene voglia di sedersi e rimaneri sospesi nel tempo e nella quiete di un luogo affascinante e attraente. Alcuni turisti girano tra i vicoli con i loro troller e si infilano in un portone che scopro essere un piccolo albergo. Un turismo esperienziale discreto, leggero, utile. Un ragazzo con una strana motoretta sale le scale per rifornire un negozio spaccio all’ingresso del paese. una bicicletta colorata, anzie due, insieme a tanti vasi di gerani adornano l’ingresso di una bottega moderna ma ben inserita nel contesto. Su per il vicolo si trova l’associazione dedicata a Nino Manfredi. Più su il silenzio di case abitate con discrezione. Il pensiero forte, quando vado via, è quello di tornare e stare di più. A voi buon borgo nel Lazio, nella provincia di Frosinone.

Il Cammino di San Pietro Eremita

Da alcuni anni si parla di cammini. Prima era solo il Cammino di Santiago, poi la via Francigena, ma nel giro di pochi anni sono nati tantissimi cammini come la via di Francesco, il Cammino di San Benedetto, via degli Dei, Cammino di San Vicino, Cammino Materano, Via degli Abati, Cammino di Sant’Antonio, Cammino delle terre mutate, Cammino di San Tommaso ed altri più o meno frequentati. È nato anche un atlante nazionale dei cammini, non sappiamo che scopo preciso avrà e quanto riuscirà a promuovere il nuovo turismo dei cammini, ma esiste e fa ben sperare. Noi segnaliamo la nascita di un altro progetto “il Cammino di San Pietro l’Eremita”. Un cammino legato ad un giovane santo nato a Rocca di Botte e morto a Trevi nel Lazio agli inizi dell’anno mille. Un Santo camminatore che, dopo aver preso i voti a Tivoli, ha giorovagato, portando l’evangelizzazione nei paesi della Pina del Cavaliere al confine tra Lazio e Abruzzo, la Valle dell’Aniene e quindi Trevi nel Lazio. Un legame forte di comparatico lega Rocca di Botte e Trevi, dove San Pietro Eremita è Santo Patrono. Forte è la tradizione risalente all’eremita. Il cammino percorre ambienti naturali bellissimi e borghi antichi di altissimo livello. Transita su due regioni, quatto province e una ventina di paesi. L’itineraio è ad anelli intercollegati: anello dell’evangelizzazione, anello del comparatico, anello dei miracoli postumi. Si può percorrere anello per anello oppure seguendo l’interconnessione. Allo stato attuale sono fruibili solo i primi due anelli, la fruibilità del terzo è prevista per il prossimo anno. La forza del cammino sta nella storia, nel territorio, nella autenticità e nella bellezza di un angolo dell’Appennino resistente ai futili cambiamenti. Storia e tradizione la si incontra passo passo tra i boschi e tra le comunità del percorso. Un incontro tra acqua e pane e tutto il resto. Il cammino è gestito dall’associazione cammino di San Pietro Eremita e il contatto è: camminospe@gmail.com.

Cantina Zaccagnini

Ci sono delle realtà aziendali che non tradiscono mai. Portare una scuola alberghiera in visita alla Cantina Zaccagnini di Bolognano (Pe) è successo assicurato. La Majella dietro l’azienda osserva severa ciò che accade a valle, la neve scesa la notte, nonostante il 30 aprile, ricorda che stiamo in zona montagna e se non bastasse la neve a ricordarcelo vi è l’arietta pungente che fa stringere le braccia intorno al corpo alla ricerca di un pò di calore. Ma la giornata è limpida e lo spettacolo della vigna sotto la piattaforma sospesa nel vuoto ci ripaga la vista ed il cuore. L’architettura dei filari ha un fascino antico e il giovane enologo in camice bianco ci spiega la naturalità dell’allevamento della vita che non subisce chimica ormai da anni a garanzia di una inversione di tendenza in linea con i principi di naturalità crescente nel mondo. Ci dice altresì che la cantina raddiopperà la produzione perchè il mercato americano apprezza enormemente il nettare della Majella. Le bottaie di Ciccio Zaccagnini sono uno spettacolo meraviglioso e la fila delle piccole botti dove sta affinando il famoso Clemantis è un’emozione assoluta a conferma che “nella botte piccola c’è sempre il vino migliore”. Il giro della cantina fa affiorare senza nessun dubbio: Qualità, innovazione, tecnologia all’avanguardia, legno, ordine e pulizia, arte, tanta arte sparsa ovunque. Insomma un ritorno in cantina ha provocato nuove grandi emozioni.

Melpignano (LE)

Il GiroBorghi approda a Melpignano (LE). L’occasione è l’assemblea nazionale dei Borghi Autentici d’Italia del 22/23 marzo 2019. Giorni di riflessione su borghie territori, sviluppo e riqualificazione, autenticità ed identità, futuro o meglio Futurae. Melpignano ha un fascino suo, fatto di pietra bianca e pizzica di qualità, di tamburelli e ballo e di prospettiva. Il borgo è migliorato nella sua fisicità, si sente la presenza di una buona amministrazione. La Chiesa e convento degli agostiniani è sempre li con la sua storia e la sua bellezza. Un luogo che aiuta la riflessione durante l’assemblea su tempi importanti quali lo sviluppo dei territori, l’ecosostenibilità, la comunità, l’ospitalità. Si sta bene a Melpignano perchè è tranquilla, bella, accogliente. Ci si riposa a Melpignano, é silenziosa, riservata, umile come la sua gente. La piazza San Giorgio con a lato la chiesa accoglie per bellezza e la linearità. Il palazzo Castriota, recuperato, soddisfa la vista e la ragione. La pietra bianca fa da padrone ovunque e rende tutto pulito, lineare, delicato e forte. A Melpignano non c’è il mare ma il Salento si sente e si apprezza. Si sta bene a Melpignano.

Angeletta a Carsoli

Girar per borghi stimola l’appetito e nei borghi si possono trovare, anche se non sempre, trattorie autentiche che hanno mantenuto un giusto rapporto con il territorio. Nel Borgo Autentico di Carsoli si consiglia il ristorante pizzeria “Angeletta”. Un locale aperto nel 1926 che ha visto pochi cambi di gestione, l’ultima nel 2001. Angela l’attuale proprietaria ha ristrutturato totalmente il locale ma ha mantenuto un legame con il buon cibo del passato. Oggi si possono ancora assaporare ravioli di ricotta, fettuccine fatte a mano, agnello e arrosticini locali. I sapori della terra e del bosco sono di casa da Angeletta. Porcini, tartufi, sughi di carne, formaggi, salumi rigorosamente del territorio. La cantina è bene fornita di vini abruzzesi con buone puntate nelle altre regioni. La schef è anche sommelier e quindi dedica particolare attenzione all’abbinamento cibo vino. Nelle serate a tema che spesso il ristorante organizza si possono assaporare menù ricercati e ben abbinati a vini di alta qualità. Il prezzo è al di sotto degli standard contemporanei e i rapporto con la qualità è molto interessante ed apprezzato. Insomma a pochi km da Roma e in un territorio attraente e tranquillo Angeletta è una tappa obbligata

Artena (RM)

Quando si arriva ad Artena I primi essere viventi con cui si entra i contatto sono i muli e il loro padrone. Il mulo è l’unico mezzo di trasporto all’interno del meravigliosa centro storico del borgo. Il borgo è poco abitato ed una signora, impegnata a tenere pulito davanti la sua abitazione, di fronte al passante con macchina fotografica, lo dice con un lamento continuo e fra se e se: “qui non abita più nessuno, è stato fino a sotto? ha visto? tutte case chiuse, si sente solo il silenzio o gli zoccoli di muli carichi di ogni cosa.. Io ho abitato sempre qui, sempre dentro il borgo, sempre in questa casa… i giovani se ne vanno e non tornano. Sempre così, inesorabile giorno per giorno, mese per mese, anno per anno…Una volta avevo il marito e adesso non c’è più…” Mi allontano e lei, facendo finta di non accorgersene, continua a parlare e a lamentarsi. E’ evidente che si sente sola, intorno ha solo muri silenziosi e qualche famiglia straniera, sui campanelli si leggono nomi rumeni, principalmente. Avevo visitato Artena d’estate e sembrava più popolosa. In Inverno è effettivamente troppo silenziosa anche se si incontrano persone e non solo anziani. Ma pochissimi in confronto alla grandezza del borgo. Le persone salutano, a dire il vero le persone anziane salutano, i giovani molto meno. Incontro un bar vuoto, qualcuno che parla dentro una casa che in realtà è un negozio, una signora anziana che faticosamente si arrampica su per le scale ripide del paese e parla con un signore anziano. La Chiesa è chiusa. Un gruppo di persone, presumibilmente amministratori del comune, che fanno un sopralluogo per risistemare le strade interne e si pongono il problema del mezzo da usare per portare i materiali e naturalmente si opta per il mulo. Insomma un borgo che a prima vista sembra un paese fantasma ma che invece è abitato anche se non molto. Le scritte presepe lungo le strade fa pensare ad una vitalità festiva attiva e quindi una speranza per il futuro.

Borghi e Cammini

I borghi sono una grande risorsa strutturale, culturale, economica dell’Italia, ma per troppo tempo sono stati lasciati a se stessi. Merito di sindaci apapssionati e fortemente radicati nel territorio se sono riusciti a superare grandi problemi amministrativi di gestione. Oggi la situazione, seppur non per tutti, è diventata dramamtica perchè ancora la miopia della politica centrale impedisce di considerare questa realtà una grande risorsa nazionale. Molti sono i progetti messi in campo da vari enti ed associazioni per la valorizzaione dei borghi italiani. Progetti che non sempre sono riusciti a crear le condizioni per una vera e propria inversione di tendenza. L’emergenza, quindi, persiste e il futuro non è per niente consolante. Sappiamo che uno dei problemi più seri dei borghi è lo spopolamento, quindi bisognerebbe lavorare su questo per iniziare una vera e propria politica di rivitalizzazione di borghi e territori. Nel frattempo si è sviluppata una rete di cammini particolarmente interessante e altri stanno in progettazione. Cammini di grande succeso che fanno registrare presenze costanti lungo i loro itinerari. I cammini sono legati all’ambiente e ai Borghi in modo stretto e strategico. Bisognerebbe lavorare per creare le dovute relazioni tra camminatori e residenti e non solo dal punto di vista economico ma anche culturale, sociologico, psicologico. Sindaci, Associazioni locali, associazioni ed enti di gestione dei cammini dovrebbero incontrarsi per studiare programmi e progetti in grado di esaltare questa nuova forma di cittadinanza attiva tra Pellegrini, camminatori, trekker, ecc e località e Borghi resistenti. Oltre alla buona accoglienza bisogna creare le condizioni per nuove relazioni , attraverso iniziative di tipo culturale, economiche, sociali. Bisogna istituire il tutor del borgo in grado di lavorare per questa prospettiva. Nei piccoli Borghi il tutor potrebbe essere il sindaco o un suo autorevole delegato capace di tessere relazioni comunitarie di sviluppo. Una consulta permanente capace di organizzare eventi, appuntamenti, attrattori, convivialità, incontri. Solo così il passaggio di camminatori in un borgo può ridare linfa e vitalità al borgo stesso. Aspettare inerti che altro accada non fa che accelerare il deperimento definitivo del borgo stesso. Nel frattempo la Politica dovrebbe fare un po’ di sana autocritica e investire sul prodotto socialità e convivialità.

FOLLOW ME

18,240FansLike
2,416FollowersFollow
14,500SubscribersSubscribe

WEATHER

- Advertisement -

POPULAR ARTICLES