I borghi sono una grande risorsa strutturale, culturale, economica dell’Italia, ma per troppo tempo sono stati lasciati a se stessi. Merito di sindaci apapssionati e fortemente radicati nel territorio se sono riusciti a superare grandi problemi amministrativi di gestione. Oggi la situazione, seppur non per tutti, è diventata dramamtica perchè ancora la miopia della politica centrale impedisce di considerare questa realtà una grande risorsa nazionale. Molti sono i progetti messi in campo da vari enti ed associazioni per la valorizzaione dei borghi italiani. Progetti che non sempre sono riusciti a crear le condizioni per una vera e propria inversione di tendenza. L’emergenza, quindi, persiste e il futuro non è per niente consolante. Sappiamo che uno dei problemi più seri dei borghi è lo spopolamento, quindi bisognerebbe lavorare su questo per iniziare una vera e propria politica di rivitalizzazione di borghi e territori. Nel frattempo si è sviluppata una rete di cammini particolarmente interessante e altri stanno in progettazione. Cammini di grande succeso che fanno registrare presenze costanti lungo i loro itinerari. I cammini sono legati all’ambiente e ai Borghi in modo stretto e strategico. Bisognerebbe lavorare per creare le dovute relazioni tra camminatori e residenti e non solo dal punto di vista economico ma anche culturale, sociologico, psicologico. Sindaci, Associazioni locali, associazioni ed enti di gestione dei cammini dovrebbero incontrarsi per studiare programmi e progetti in grado di esaltare questa nuova forma di cittadinanza attiva tra Pellegrini, camminatori, trekker, ecc e località e Borghi resistenti. Oltre alla buona accoglienza bisogna creare le condizioni per nuove relazioni , attraverso iniziative di tipo culturale, economiche, sociali. Bisogna istituire il tutor del borgo in grado di lavorare per questa prospettiva. Nei piccoli Borghi il tutor potrebbe essere il sindaco o un suo autorevole delegato capace di tessere relazioni comunitarie di sviluppo. Una consulta permanente capace di organizzare eventi, appuntamenti, attrattori, convivialità, incontri. Solo così il passaggio di camminatori in un borgo può ridare linfa e vitalità al borgo stesso. Aspettare inerti che altro accada non fa che accelerare il deperimento definitivo del borgo stesso. Nel frattempo la Politica dovrebbe fare un po’ di sana autocritica e investire sul prodotto socialità e convivialità.

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