Ci sono delle realtà aziendali che non tradiscono mai. Portare una scuola alberghiera in visita alla Cantina Zaccagnini di Bolognano (Pe) è successo assicurato. La Majella dietro l’azienda osserva severa ciò che accade a valle, la neve scesa la notte, nonostante il 30 aprile, ricorda che stiamo in zona montagna e se non bastasse la neve a ricordarcelo vi è l’arietta pungente che fa stringere le braccia intorno al corpo alla ricerca di un pò di calore. Ma la giornata è limpida e lo spettacolo della vigna sotto la piattaforma sospesa nel vuoto ci ripaga la vista ed il cuore. L’architettura dei filari ha un fascino antico e il giovane enologo in camice bianco ci spiega la naturalità dell’allevamento della vita che non subisce chimica ormai da anni a garanzia di una inversione di tendenza in linea con i principi di naturalità crescente nel mondo. Ci dice altresì che la cantina raddiopperà la produzione perchè il mercato americano apprezza enormemente il nettare della Majella. Le bottaie di Ciccio Zaccagnini sono uno spettacolo meraviglioso e la fila delle piccole botti dove sta affinando il famoso Clemantis è un’emozione assoluta a conferma che “nella botte piccola c’è sempre il vino migliore”. Il giro della cantina fa affiorare senza nessun dubbio: Qualità, innovazione, tecnologia all’avanguardia, legno, ordine e pulizia, arte, tanta arte sparsa ovunque. Insomma un ritorno in cantina ha provocato nuove grandi emozioni.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here